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Rigassificatore, sicurezza

Si terrà domani, martedì 8 luglio, presso la direzione regionale Puglia del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso pubblico e della Difesa civile a Bari, la riunione del Comitato Tecnico Regionale inerente il terminale di rigassificazione di Brindisi durante la quale sarà discussa la richiesta avanzata dalla Provincia di Brindisi di riesaminare il Nulla Osta di Fattibilità già concesso alla Brindisi LNG nel 2002 per il rigassificatore in località Capobianco.
Tale richiesta di riesame è stata avanzata dall'Amministrazione provinciale sulla base di dati prettamente scientifici.
"Noi abbiamo chiesto – ha dichiarato il presidente della Provincia di Brindisi Michele Errico – e ottenuto che il problema della sicurezza dell'impianto di rigassificazione a Capobianco sia posto nuovamente dinanzi al parere del Comitato Tecnico perché la sicurezza è la questione principale di questo impianto, tenuto conto che il Nulla Osta di Fattibilità è stato approvato in assenza di un rapporto di sicurezza nell'area portuale di Brindisi"
Nella nota inviata alla direzione regionale Puglia del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, in data 28 maggio, l'Amministrazione provinciale evidenzia come l'ubicazione scelta dalla Brindisi LNG non tiene conto del Piano di disinquinamento per il risanamento del territorio della provincia di Brindisi del 1998, prodotto a seguito della dichiarazione di area ad elevato rischio ambientale, che in più punti ha evidenziato la necessità di delocalizzare impianti a rischio già esistenti, e quindi di non localizzarne dei nuovi. In questa zona sono infatti presenti ben 5 impianti classificati ad alto rischio di incidente rilevante secondo la direttiva Severo per eventi di esplosioni, incendio e rilascio di sostanze tossiche.
La scelta di Capobianco risulta inoltre incompatibile con le esigenze di sicurezza del territorio alla luce anche del Piano di Emergenza Esterna predisposto e approvato dalla Prefettura di Brindisi il 3 luglio del 2006. In tale Piano sono stati analizzati in maniera approfondita gli incidenti che possono interessare le aree esterne agli stabilimenti e sono state delimitate le zone che potrebbero essere interessate dall'evento incidentale presso gli stabilimenti a rischio di incidente rilevante. L'ubicazione del rigassificatore ricade proprio nelle Zone 1, quelle di sicuro impatto e danno.
Nella documentazione inviata si fa riferimento anche al fatto che nel Nulla Osta di Fattibilità approvato non è stata presa in considerazione l'interazione impianto-nave, in quanto il terminale di attracco delle navi gasiere è interno allo stabilimento. In caso di incidente ci sarebbe il rilascio di enormi quantità di GNL dai serbatoi della nave con una formazione di una nube infiammabile e esplosiva dagli effetti devastanti.
"Per queste e per altre ragioni – ha concluso il presidente Errico – è chiaro che il pronunciamento positivo del Comitato alle nostre richieste sarà fondamentale per garantire quella sicurezza che i brindisini e le Amministrazioni locali chiedono con forza da anni".
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