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Aree protette regionali

Invaso del Cillarese - Folaghe - foto Pablo Zito

Nell'ottica dello sviluppo sostenibile, l'Ente Provincia opera sistematicamente a favore della protezione del patrimonio naturalistico provinciale, spesso aggredito da proposte di insediamenti produttivi, anche turistici, che esulano da una attività pianificatoria complessiva e che piuttosto che sviluppo porterebbero solo irreparabile degrado del patrimonio naturalistico
All'interno delle aree protette insistono attività economiche (agricole, agroalimentari, zootecniche, turistiche) che è fondamentale valorizzare nell'ottica di una sinergia tra tutela ambientale e sviluppo economico e sociale.

L'azione della Provincia è volta a:
a. garantire la conservazione degli habitat naturali;
b. indirizzare la nuova occupazione prioritariamente alle attività di cura e salvaguardia del territorio in ambito locale e promuovere professionalità nella gestione e nella valorizzazione della risorse naturali;
c. orientare le attività di ripristino ambientale prevalentemente al recupero di zone sottoposte a maggiore stato di degrado (bonifica di cumuli inerti e di rifiuti, recupero e bonifica di elementi infrastrutturali e aree industriali dismesse);
d. indirizzare la fruizione a scopo ricreativo ed educativo di ogni area protetta con 1a creazione di centri visita attività didattiche, aree sosta, nella fascia esterna o contigua all'area, ciò anche allo scopo di diminuire l'afflusso verso le aree più sensibili, soddisfacendo i bisogni ricreativi nella fascia esterna;
e. mantenere un alto livello di attenzione rispetto al rischio che modelli di sviluppo distruttivi siano importati nelle aree protette (ad esempio incrementando un tipo di fruizione turistica incompatibile con la sostenibilità ambientale).
La L.R. 19 del 24/7/1997 definisce un Ente gestore unico, a carattere provinciale, che svolga attività di programmazione e monitoraggio delle aree protette con vincolo regionale, individuando in particolare nella provincia di Brindisi 4 aree di preminente interesse naturalistico, ambientale e paesaggistico:
1. Bosco di Santa Teresa e dei Lucci (Brindisi)
2. Bosco di Cerano (Brindisi, San Pietro Vernotico)
3. Salina di Punta della Contessa (Brindisi)
4. Dune costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo (Fasano, Ostuni).
Solo per le prime tre, successive leggi regionali hanno in effetti istituito le relative Riserve Naturali Regionali Orientate (Bosco di Santa Teresa e dei Lucci e Bosco di Cerano) o il Parco Naturale Regionale (Salina di Punta della Contessa, comprendente anche Fiume Grande), affidandone la gestione all'Ente di gestione delle aree naturali protette della provincia di Brindisi, ad oggi non ancora istituito.

La Provincia di Brindisi, oltre a caldeggiare l'istituzione della quarta riserva, ha avviato un tavolo di lavoro con la Regione Puglia e tutti i Comuni coinvolti per avviare l'iter costitutivo di tale Ente, destinando a tale scopo anche risorse del Piano di Tutela Ambientale in corso di approvazione.

Il risultato dei primi incontri è stato la condivisione del giudizio di pesantezza e scarsa economicità dello strumento Ente Gestore così come disegnato dalla Legge Regionale, dotato di organi quali Presidente, Consiglio Direttivo, Giunta Esecutiva, Collegio dei Revisori dei Conti, Comunità del Parco. E' al vaglio dunque un sistema più efficiente di gestione condivisa tra gli Enti Locali.

Prioritario è in ogni caso realizzare le seguenti attività:

1. coordinamento, programmazione e monitoraggio delle aree protette con vincolo regionale, con l'attivazione dei Piani di Gestione e dei piani economici pluriennali;
2. promozione dello sviluppo delle attività economiche sostenibili all'interno delle aree protette, da monitorare attraverso indicatori biologici, ovvero riferiti alla biodiversità animale e vegetale;
3. creazione di un tavolo permanente di coordinamento con altre realtà già consolidate (ad es. la Riserva naturale di Torre Guaceto) e con le Associazioni di categoria interessate allo sviluppo sostenibile di tali aree;
4. attività di promozione per la istituzione di ulteriori aree protette, a partire dai siti di interesse comunitario (aree pSIC) e dalle zone a protezione speciale (aree ZPS);
5. valorizzazione del Canale Reale, che sfocia nell'area marina protetta di Torre Guaceto, con interventi di pianificazione generale e di sistema, rinaturalizzazione, monitoraggio degli scarichi;
6. impulso allo sviluppo dell'agricoltura di qualità all'interno delle aree protette presenti nel territorio provinciale brindisino, costituite in buona parte da territorio agricolo;
7. promozione dei marchi di qualità e delle attività produttive interessate alla gestione delle aree protette, ad es. strutture ricettive, prodotti agricoli, servizi, ecc., per la valorizzazione delle attività turistiche.

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