Cellino San Marco

Dal volume "Viaggio in Terra di Brindisi" di Angela Marinazzo
Continua il viaggio nei Comuni della provincia

 

 Chiesa di San Marco
Chiesa di San Marco - Foto coll. Pennetta

 Anche il territorio di Cellino sarebbe stato abitato in tempi molto antichi, come dimostrano le stazioni preistoriche rinvenute. Il casale, attuale Comune, risalirebbe invece al IX o X secolo, allorché i monaci basiliani vi stabilirono una grancia (deposito di grano), poi facente parte dei possedimenti dei benedettini dell'abbazia di S. Andrea dell'Isola di Brindisi. L'origine del nome è chiara: deriva dall'albero di ulivo che caratterizzava l'agro cellinese, chiamato "celino", da cui l'oliva "celina" o "cellina", nerissima nella piena maturità (così detta dal termine greco che indicava il colore nero), una qualità in grado di dare un olio dolce e fino; denominata anche "saracenica", perché sarebbe stata importata dai Saraceni.

Solo un secolo fa l'economia agricola di Cellino, come quella dei Comuni vicini, fu convertita a vigneto. La vite è, con l'ulivo e il mandorlo, una delle piante d'importazione greca che non temono la siccità, poiché nel Salento - in contrasto con la fitta rete delle acque sotterranee, che raggiungono anche i 400 metri di profondità, in cui svaniscono le piogge subito assorbite - la crosta terrestre, costituita in gran parte da calcari cretacei e priva com'è di corsi d'acqua superficiali, è asciutta.

Lo stemma, approvato nel 1929 ma risalente al 1822, mostra un ulivo su fondo colore argento, con le lettere C ed L ai due lati. Nel 1862 furono aggiunte al nome le parole "San Marco", per distinguerlo dal Comune di Cellino Attanasio ch'è in provincia di Teramo. La particolare devozione per l'Evangelista Marco potrebbe derivare dal fatto che il Salento è stato un importante avamposto della Repubblica di Venezia, per lungo tempo la maggiore potenza commerciale del Mediterraneo.

Un castello dal torrione quadrato, che ha subito nei secoli numerose modifiche e aggiunte, fu costruito - probabilmente nel 1578 - da Antonio Albrizzi; divenne in seguito proprietà dei Chyurlia (nel 1756 ne risultavano già proprietari), conti di Cellino, che lo ampliarono per trasformarlo in loro residenza. La cappella dedicata a San Marco (ora chiesa del cimitero), che ha sull'altare maggiore una tela raffigurante l'Evangelista, fu costruita nel 1716 - in occasione del ripopolamento del territorio, prima ricoperto da una parte dell'antica foresta oritana - sullo stesso luogo in cui era una cappella basiliana del IX secolo. Pure la chiesa matrice, dedicata a Santa Caterina d'Alessandria, nel cui interno sono altari barocchi e tele del sec. XVIII, fu costruita nel 1870 circa là dov'era una precedente chiesa edificata nel 1738 e più volte restaurata.

Scorcio porto di Brindisi

 

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