Cisternino

Dal volume "Viaggio in Terra di Brindisi" di Angela Marinazzo
Continua il viaggio nei Comuni della provincia

 Borgo antico

 Borgo antico - Foto coll. Mogavero-Pennetta

 Il territorio di Cisternino era già abitato nella preistoria, dal paleolitico al neolitico, e i reperti della loro vita dedicata alla caccia e alla raccolta sono conservati nel Museo Civico. Numerosi erano anche gli insediamenti nell'età del bronzo. I primi agglomerati urbani sorsero nelle zone di San Salvatore, Gianecchia e Calabrese.

Il nome deriverebbe da "Cis-Sturninum", al di qua di Sturni, antico centro japigio nei pressi di Ostuni che aveva preso la denominazione da Sturno, compagno dell'eroe omerico Diomede, scampati alla guerra di Troia. Partecipò alla lega messapica contro Taranto. Fu conquistata dai Romani che, per la salubrità dei luoghi, vi costruirono ville rustiche. Fu probabilmente sul sito di una di queste che i monaci basiliani costruirono nell'VIII secolo la badia di S. Nicola di Pàtara. Sulle fondazioni della chiesa bizantina fu edificata nel XIV secolo, in stile romanico pugliese, la chiesa matrice intitolata a S. Nicola, che conserva una scultura in pietra locale del 1517 raffigurante la Madonna del Cardellino, dello scultore Stefano da Putignano, un coro del XVII secolo e un crocifisso di legno del 300. Nell'adiacente casa canonica sono una scultura di legno raffigurante la Madonna della Madia, e una tela del XVIII secolo nella quale, ai piedi dei Santi Quirico e Giuditta, patroni della città, è una veduta prospettica della città. Nella stessa piazza dov'è la chiesa matrice, è la torre Normanno-Sveva del XIII secolo, che anticamente costituiva la porta di accesso al casale.

E' stata feudo dei Vescovi e dei signori di Monopoli fino al 1505, quando fu conquistata dai Veneziani, che la detennero fino all'arrivo degli Spagnoli, la cui oppressione fiscale fece insorgere i cittadini. Tra le altre chiese, quelle barocche di S. Quirico, di S. Cataldo e del cimitero vecchio, con affreschi del 1600. Fuori dell'abitato, in contrada Lamacesare, è la piccola chiesa romanica di S. Maria di Bernis.

Le abitazioni del borgo antico, imbiancate a calce, sono rimaste pressoché intatte dal 400 in poi, con le torri e parte delle mura; vi sono anche palazzi del 700 con ampi portali e giardini pensili.

Trullo Sovrano
Trullo sovrano - - Foto coll. Mogavero-Pennetta

 

Dal "belvedere" si ha lo stupendo panorama della Valle d'Itria, ricca di ulivi e mandorli, o valle dei trulli (dal greco tardo trullos = cupola), per queste caratteristiche costruzioni a pianta generalmente circolare all'esterno, quadrata all'interno, su cui si imposta la cupola aggettante a tholos (derivata dalla civiltà micenea), ottenuta con pietre calcaree piatte. La più antica testimonianza della presenza di trulli in Puglia è in una pergamena del 917. Opera di bravi maestri muratori, i trulli avevano in origine funzione di ricovero per il bestiame, o di deposito per gli attrezzi agricoli, ma anche di riparo per i contadini. A questa funzione si collegava, come per i muretti a secco, l'esigenza di liberare il terreno agricolo dal gran numero di pietre che ostacolavano le colture o il pascolo. Il "trullo sovrano" ha un vano superiore a quello destinato ad abitazione, che è adibito a magazzino.

Scorcio porto di Brindisi

 

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