San Donaci

Dal volume "Viaggio in Terra di Brindisi" di Angela Marinazzo
Continua il viaggio nei Comuni della provincia

Tempio di San Miserino
 Tempio di San Miserino - Foto coll. Pennetta

 Il suo territorio fu abitato dai Messapi; ma il casale dovette esistere già ai tempi dei Romani, come si rileverebbe dall'impianto urbano e dai resti di ville prediali romane nei pressi. Come San Pancrazio, fu feudo degli Arcivescovi di Brindisi, cui fu donato dal re normanno Tancredi nel 1130. Il suo nome, documentato già nel sec. XII, potrebbe derivare più verosimilmente proprio dall'atto del dono: "Donàtoci", abbreviato in "Donaci", con l'aggiunta di "san" per volontà degli amministratori arcivescovili e della devozione degli abitanti. E' significativo il fatto che un altro Comune salentino, San Donato, in provincia di Lecce, sia sorto anch'esso sotto i Normanni, più o meno negli stessi anni. Un'altra ipotesi fa riferimento alla presenza sul territorio di paludi e canneti per far derivare il toponimo dall'indoeuropeo "san o sand" = acqua, e dal greco "donakeus" = canneto. Lo stemma raffigura un albero di palma alla cui base sono tre spighe di grano (sia a destra che a sinistra) e un tralcio di vite. Fu l'Arcivescovo di Brindisi Annibale De Leo a far bonificare il terreno paludoso di San Donaci, dopo aver riottenuto la potestà sul feudo, interrotta a causa delle rivolte degli abitanti per la deludente gestione di alcuni degli amministratori che si erano avvicendati nella seconda metà del sec. XVIII.

Ha una notevole chiesa matrice, dedicata a Maria SS. Assunta, costruita nel 1899 in stile tardo neoclassicista, con campanile a tre piani e cupola. Più antica è la chiesa della Madonna delle Grazie, ora cappella del cimitero, con un'immagine della Vergine dipinta sul muro, databile al XV secolo. In contrada Monticello, sulla strada per Mesagne, è il rudere di San Miserino, uno dei più antichi templi cristiani della provincia, databile tra il VI e l'VIII secolo. Esternamente ha forma quadrangolare, con copertura a cupola; internamente, oltre a una probabile pianta circolare, ha tracce di affreschi e d

 

 

 

Scorcio porto di Brindisi

 

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