San Vito dei Normanni

Dal volume "Viaggio in Terra di Brindisi" di Angela Marinazzo
Continua il viaggio nei Comuni della provincia

 

San Vito, Castello
 Castello
Foto Mogavero - Pennetta

 Sarebbe stata fondata nell'XI secolo quando il normanno Boemondo d'Altavilla, figlio di Roberto il Guiscardo e principe di Taranto, fece edificare quale padiglione di caccia una torre quadrata, tuttora esistente. I primi abitanti sarebbero stati gli Schiavoni (accrescitivo di schiavo, ma nel senso di "slavo"), come ricorda l'antico nome della città, giunti mille anni fa dall'opposta sponda dell'Adriatico (per inciso, Schiavoni furono dal XVII secolo anche le guardie del doge di Venezia). Ma l'origine di San Vito, così chiamata per la devozione degli abitanti al santo, potrebbe però essere molto più antica, poiché fra le contrade Castello e Paretone sono stati rinvenuti reperti preistorici e tombe messapiche e romane. E' stata feudo dei Sambiasi, del Balzo Orsini (che nel XV secolo avrebbero costruito il castello incorporandovi l'antica torre normanna), Serra, Dentice di Frasso (attuali proprietari del castello, che hanno adattato a propria residenza, dopo i numerosi ampliamenti e ristrutturazioni di cui è stato fatto oggetto in oltre cinque secoli).

I Sanvitesi hanno sempre preso parte attiva alla storia del Paese: nel 1571 parteciparono alla battaglia di Lepanto contro i Turchi; nel 1799 aderirono alla Repubblica Partenopea contro i Borboni; e in seguito contribuirono alla causa risorgimentale. Il 27 ottobre 1862, modificarono il nome del Comune da San Vito degli Schiavoni a San Vito dei Normanni, a ricordo degli illustri edificatori della torre.
 
Chiesa di San GiovanniChiesa di San Giovanni
 Foto coll. Mogavero-Pennetta
 
 Nel territorio di San Vito sono ancora visibili i resti di insediamenti rupestri che fanno capo alle cripte di San Giovanni e di San Biagio. La prima frequentazione della cripta di san Biagio, nei pressi di masseria Jannuzzo, risalirebbe al XII secolo, mentre gli affreschi sacri, che si ispirano ai modelli bizantini, sono della fine del XIII secolo. L'insediamento di San Giovanni, nei pressi del canale Reale, in contrada Cafaro, è costituito dalla chiesa e da altre due grotte (oggi crollate) con affreschi del XIII-XIV secolo. Nella chiesa matrice, dedicata a S. Maria della Vittoria, iniziata nel 1571 dopo la battaglia di Lepanto, e ampliata e modificata nel 1773 con la costruzione di una facciata barocca, vi sono una pregevole tela raffigurante la Vergine che annunzia al Papa Pio V la vittoria sui Turchi, e una statua d'argento che rappresenta San Vito. La chiesa "vecchia", costruita nel sec. XV, ora dedicata a San Giovanni, è stata più volte restaurata, ampliata e rinnovata (nel 1470, 1696 e 1763, in particolare).

 
 

 

 

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