In relazione alla Conferenza di Servizi per l’esame del progetto di Bonifica dei terreni ed Analisi di Rischio, ai sensi del D.L.vo 151/2006, per le aree interne di proprietà Syndial spa, site all’interno dell’Area Sin di Brindisi, la Provincia di Brindisi, con nota firmata congiuntamente dal presidente Riccardo Rossi e dal dirigente del settore, Pasquale Epifani, ed inviata al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, ha espresso in modo dettagliato il suo parere in merito al progetto operativo proposto, che si esplicita in questi termini:

“La Provincia ritiene che, in relazione all’accertato grave stato di contaminazione dei suoli e delle acque di falda, confermato anche dall’ARPA Puglia – DAP di Brindisi, con  propria nota dell’11 marzo 2019, e che mostra un trend in aumento di tutti i contaminanti estratti in falda, dovranno essere rimosse tutte le sorgenti di contaminazione individuate nel suolo e in profondità, non considerando sufficienti gli interventi di messa in sicurezza permanente mediante il proposto capping, in quanto non risolutivi  a lungo termine delle problematiche ambientali e sanitarie accertate. Si dovrà quindi procedere con interventi di rimozione integrale dei suoli superficiali e profondi contaminati fino ad una profondità tecnicamente ragionevole”. 

In particolare, esiste un pericolo sanitario, come evidenziato dall’Analisi di Rischio, per i lavoratori associato sia al contatto dermico con il terreno per la presenza di arsenico, benzene, mercurio, diossine e furani, sia all’inalazione dei vapori provenienti dai terreni superficiali e profondi relativamente alle sostanze mercurio, benzene, furani, idrocarburi leggeri, etilbenzene e 1,2 –Dibromoetano e sia al processo di separazione, all’interno dei terreni, di varie componenti solubili mediante solventi e trasporto dei contaminanti in falda, come per mercurio, piombo, toluene, diossine e arsenico.

Le opere di Bonifica proposte dall’azienda sulla base di queste analisi prevedono pertanto da parte della stessa una serie di interventi,  quali la rimozione dei suoli, la realizzazione di un capping (tappatura)  superficiale, l’estrazione dei contaminanti in fase di vapore, non considerati dalla Provincia esaustivi per ristabilire le normali condizioni di vivibilità.

Infine, l’Ente ritiene necessario che la bonifica dell’area in questione risulti ormai urgente e non più rinviabile, considerato che sono trascorsi più di 15 anni dall’esecuzione delle caratterizzazioni ambientali. Questo perché è accertata la pericolosità delle sostanze rilevate e della notevole estensione delle sorgenti di contaminazione individuate, che costituiscono un rischio non  solo per l’ambiente ma anche per i lavoratori e per la popolazione in generale”.