A seguito del rinnovo dell’Accordo di Collaborazione Pubblico-Privato, ex art. 15 legge n. 241/1990, tra la Provincia di Brindisi e l’Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro (ARPAL Puglia), già sottoscritto nella prima stesura in data 13.07.2020, è stato riattivato il servizio di supporto tecnico e amministrativo per il funzionamento e la gestione di alcune attività dei Centri per l’impiego nell’ambito provinciale di Brindisi, al fine di assicurare la continuità e la qualità dei servizi stessi, nelle more del completamento delle procedure di selezione del personale per il potenziamento dei Centri per l’impiego di Puglia. 

Tale servizio era stato affidato in precedenza, per le stesse motivazioni, con procedura diretta, fino al 24.08.2021 alla Società in house della Provincia di Brindisi “Santa Teresa S.p.A”, con socio unico la Provincia di Brindisi. Con tale rinnovo, l’accordo di collaborazione Pubblico-Privato prevede la realizzazione delle attività inserite nel nuovo progetto "Assistenza tecnica all'orientamento dell'utenza all'interno dei Centri per l'Impiego della Provincia di Brindisi".

La Provincia di Brindisi ha approvato il relativo nuovo piano per l’attuazione delle attività previste dal servizio in questione, determinando l’affidamento diretto, così come previsto  dall’art. 5 e dell’art. 192 del D. lgs 50/2016, nuovamente alla Società in house “Santa Teresa S.p.A.” di Brindisi, con socio unico la Provincia di Brindisi, per il periodo che va dal 19.01.2022 al 30.06.2022, prevedendo l’impiego di n 11 unità della stessa Società in house, con maturata esperienza nel settore.

E’ una circostanza questa che può infondere speranza per il futuro occupazionale in seno alla società in house “Santa Teresa”, in un periodo storico davvero complicato per il nostro Paese e, in particolare, per il nostro territorio.

Il presidente Riccardo Rossi non può non essere soddisfatto di questo risultato per il raggiungimento del quale, da tempo, insieme alla task force presieduta dal Leo Caroli, ha lavorato pur nella consapevolezza che sarebbe stata necessaria una più incisiva strategia occupazionale da parte dell’Arpal regionale, volta a creare opportunità di stabilizzazione per queste figure professionali, storicamente impegnate nei centri per l’impiego provinciali.